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Per la realizzazione del terzo corpo del complesso dell’hotel Sheraton Parco de’ Medici di Roma, i progettisti hanno scelto di confrontarsi con gli edifici esistenti giocando sulla volumetria e sulla composizione architettonica, ma la vera differenza l’ha fatta la scelta del materiale. A fianco dell’intonaco e del tufo, per coperture e pareti esterne spicca l’impiego delle lastre metalliche di rivestimento dei sistemi integrati Alubel.


alubel_28_sheraton_roma_01Il golf hotel Sheraton Parco de’ Medici di Roma, situato fuori dal centro urbano nel’area periferica della Magliana, in posizione strategica lungo l’asse che collega la capitale all’aeroporto di Fiumicino e vicino al quartiere direzionale Eur, ha accostato al complesso preesistente da due edifici una terza costruzione, realizzata ex novo dall’impresa Stile Costruzioni su progetto esecutivo della società Reconsult di Roma (con la direzione artistica dell’architetto Giovanni Rebecchini). L’edificio, alto circa 15 metri, conta 5 piani (4 fuori terra e uno interrato).
L’impianto planimetrico del complesso si basa su uno schema radiale con tre rami da 66 m di lunghezza, due disposti sullo stesso asse e il terzo in posizione ortogonale, quest’ultimo destinato ai servizi comuni dell’albergo e dotato soltanto del piano terra (hall, ristorante ecc) e del piano seminterrato (magazzini, servizi per il personale ecc). Nel nucleo centrale sono collocati i collegamenti verticali (scala, ascensore e montacarichi). Nel piano interrato, emergente fuori terra per l’altezza di 1 m, trovano spazio le sale riunioni e i locali e percorsi di servizio alle strutture dell’albergo (depositi, centrali tecnologiche, spogliatoi del personale, eccetera), al piano terreno sono disposti i locali di uso comune e 68 camere, che diventano 96 al primo e al secondo piano e 50 al terzo (dotate in questo caso di logge e terrazze). I principi che hanno guidato fin dall’inizio la definizione del progetto sono stati il rispetto della morfologia naturale del luogo, che ha dettato i volumi contenuti e poco invasivi del manufatto, e il rapporto con gli edifici preesistenti sia per forme che per materiali utilizzati; a fianco di intonaco, pittura a calce e tufo, spiccano in primo piano le lastre di lamiera che rivestono l’edificio in copertura e sulle pareti esterne dei volumi tecnici, che hanno richiesto una particolare cura nella progettazione e definizione del progetto.

I rivestimenti metallici

alubel_28_sheraton_roma_02L’intervento relativo all’involucro con lastre metalliche, eseguito da squadre composte da 6 persone dell’impresa So.Ind., si è svolto secondo alcune semplici fasi di posa e di completamento dell’opera. Nel caso della copertura, da 4mila m2, caratterizzata dal profilo arrotondato e con finestre aperte sulle falde inclinate, le lastre grecate Alubel 28 di alluminio preverniciato di colore bianco crema, spessore 7/10, sono state posate su un pacchetto che ha previsto la posa di elementi a omega di acciaio zincato sullo scheletro strutturale di cemento armato, a interasse di circa 1,20 m di altezza 30 mm, con interposti fogli di polistirene estruso per l’isolamento termico, arcarecci metallici e una bandella dielettrica da 3x50 mm. Il fissaggio è avvenuto tramite viti di acciaio inox con struttura sottostante di acciaio zincato. Le lattonerie di alluminio preverniciato a spessore 10/10 poste in corrispondenza delle gronde di falda incassate e dei terrazzini chiudono il sistema conferendo unitarietà di insieme.
Stesso principio per la realizzazione dei rivestimenti di facciata, 1.000 m2 di superficie in tutto, dove a partire dall’utilizzo dello stesso profilo posizionato in orizzontale la struttura (ancorata direttamente alla struttura della muratura con tasselli chimici) è costituita da una baraccatura di lamiera zincata da 15/20 decimi e interasse da 1,5 m. Le lastre a parete sono state applicate con greche in direzione orizzontale e verticale per ottenere l’effetto estetico voluto dal progettista. Per rafforzare la precisione del dettaglio di finitura in corrispondenza degli spigoli arrotondati, le lastre  sono state lavorate con tacchettatura fino a raggiungere il raggio di curvatura previsto. La flessibilità di adattamento delle lastre alle diverse sagome dell’edificio è stata sfruttata anche per la definizione dei riquadri delle finestre: dove la facciata cambiava aspetto è stata seguita la linea con le lastre Alubel, di fronte alle aperture è stata mantenuta la lastra aperta.

Un servizio su misura

alubel_28_sheraton_roma_03Le difficoltà in fase di programmazione e di realizzazione non sono mancate: a cominciare da campionatura e curvatura della lastra e poi dall’applicazione sulle testate. La curvatura delle lastre è stata eseguita in officina da parte di Alubel, che ha lavorato per stampaggio con le dime. In corrispondenza dei locali di servizio per il rivestimento sono state utilizzate lastre Alubel 28 microforate con lo scopo di assicurare la ventilazione: per evitare l’ingresso di acqua nel sistema sono state installate vaschette di raccolta. Il risultato finale è il frutto di un’accurata progettazione e di un’affiatata partnership fra impresa, posatori e azienda produttrice, che ha contribuito sia con la fornitura di viteria e pezzi speciali ad hoc, come le staffe Alublock, sia con l’assistenza di operatori specializzati che hanno affiancato le operazioni in cantiere e hanno fornito pezzi già preformati pronti da posare. Oltre al nuovo corpo principale dell’hotel, l’uso del sistema Alubel 28 per le coperture e i rivestimenti di Alubel è stato esteso anche alla piastra servizi con coperture a piramide comprendente la hall, il ristorante e il bar lounge.

Committente: Sheraton Golf Hotel Parco de’ Medici - Roma
Engineering:

  • Reconsult spa - Roma
  • Arch. Giovanni Rebecchini (direzione artistica)
  • Arch. Alberto Dolciami (referente per la progettazione)

Impresa di costruzioni: Stile Costruzioni spa – Roma
Montaggi metallici:

  • So.Ind Società Cooperativa – Roma
  • Geom. Silvano Vicol (direttore tecnico)
 

Intervista con Virgilio Manni e Alberto Dolciani*

*ingegnere direttore tecnico e architetto direttore di progetto di Reconsult spa

La scelta del sistema integrato di lastre di lamiera per il rivestimento della copertura e di alcune pareti esterne del nuovo edificio del complesso Sheraton Hotel Parco de’ Medici è stata dettata da esigenze estetiche ma, soprattutto, di praticità e velocità di posa. Ne parliamo con i progettisti di Reconsult

Quali sono stati i nodi progettuali più difficili da sciogliere nella fase di definizione del progetto?
Il progetto riguarda un ampliamento del complesso alberghiero Sheraton Golf Parco de’ Medici, situato a margine dell’autostrada Roma-Fiumicino e del raccordo anulare, composto da due edifici distinti. L’ampliamento si ottiene con un terzo edificio, architettonicamente distinto dagli altri. Uno dei problemi da risolvere è stato la realizzazione di un edificio con linee nuove ma elementi caratteristici comuni agli altri già esistenti, mentre un altro problema è stato garantire al committente un alto livello di qualità, durevole nel tempo, a costi compatibili con il piano economico finanziario.

Quali sono le motivazioni che hanno portato alla definizione di un complesso così caratterizzato dal punto di vista estetico relativamente alle superfici?
Il problema, come si diceva, di avere elementi caratteristici comuni con la parte già esistente del complesso ci ha portato all’uso di materiali analoghi, come le murature di cortina e le coperture di Alubel, utilizzato per la copertura del secondo edificio, anch’esso progettato da Reconsult insieme all’architetto Giovanni Rebecchini. La novità con l’edificio di nuova costruzione è intervenuta con l’uso di Alubel anche su alcune superfici verticali, in particolare per il rivestimento dei volumi di testata nei quali sono contenute le scale d’emergenza e i condotti impiantistici.

Quali invece le motivazioni che vi hanno portato a scegliere questa soluzione tecnica per la realizzazione dell’involucro esterno?
Certamente al di là dell’aspetto estetico hanno influito nella scelta anche ragioni di economia, di rapidità di esecuzione, di sicurezza del risultato e di disponibilità di tecnici e di personale qualificato per l’assistenza nella progettazione dei dettagli costruttivi e per la realizzazione dell’intervento.

Quali vantaggi ha apportato l’impiego del sistema Alubel?

Il progetto è stato impostato fin dall’inizio con un rivestimento metallico della copertura, delle controfalde del tetto (piani inclinati simmetrici alle falde del tetto che incorniciano le facciate) e delle testate: non sono stati presi in considerazione i materiali tradizionali in laterizio in quanto la proposta architettonica ha orientato la scelta su questo materiale, che presentava caratteristiche di duttilità tali da rispondere alle nostre aspettative. Il vantaggio del prodotto che abbiamo individuato in occasione di questo progetto rispetto ad altri rivestimenti metallici è soprattutto economico e, in qualche caso, di garanzia di risultato conseguente alla sperimentazione del prodotto industriale e alla sua omogeneità.

Sulla base di tale scelta, come avete poi definito, operativamente, i materiali e le tecnologie utilizzati per il rivestimento dei volumi?
In sede di progettazione esecutiva sono state confrontate le diverse tecniche di rivestimento con lastre metalliche, dalle più antiche (piombo, rame, eccetera) alle più attuali. Con l’aiuto dell’impresa generale Stile incaricata dell’appalto è stata effettuata un’indagine di mercato che ha consentito di completare il confronto con i necessari dati economici.

Quali sono i punti forti del materiale utilizzato per la realizzazione dell’involucro dei volumi?
Possiamo riassumerli nella completezza della soluzione tecnologica per il pacchetto di copertura, nel buon livello di finitura e la sua durata nel tempo, nella capacità di caratterizzare esteticamente le superfici rivestite, anche con colori particolari o con finiture metalliche, e nella scarsa manutenzione necessaria.

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